Psicologia dello scrittore (1): la noia (creativa)

Mi capita abbastanza spesso di leggere sul sito della BBC brevi descrizioni di recenti scoperte scientifiche. Clicco sui titoli con curiosità e riverenza poi leggo: gruppo di psicologi della tal famosissima università americana dopo lungo studio multimilionario rivela che chi ha più amici è più felice (ma pensa); équipe di professori pluridecorati afferma che la … Continua a leggere »

Ma perché si scrive? Breve apologo semiserio

Si vorrebbe schivarla come una domanda naïve o troppo generica, indiscreta o vagamente scortese: perché scrivete, cioè scriviamo? E invece che pungolo! Ci spinge indietro fino alle memorie più lontane, nitide od offuscate che siano, e da queste nei meandri e ripieghi della tradizione letteraria e filosofica, e quando siamo arrivati all’uomo di Neanderthal ancora … Continua a leggere »

Scrivere in Italia oggi: la questione della lingua (2.0)

L’italiano è fatto, ora dobbiamo fare gli italiani, non le persone ma gli stili (perdonatemi il gioco di parole). Il problema non è semplice in nessuna lingua, ma credo sia più complesso nel nostro caso che non in quello di altre tradizioni letterarie, quali ad esempio l’anglo-americana o la luso-brasiliana. Poiché se i narratori italiani … Continua a leggere »