Il cigno

Muso allungato, fauci socchiuse, occhi dove attorno alle grandi pupille sono sottili iridi azzurre, sopracciglia fitte e grigie – non è una semplice belva ma un essere forse pensante, senz’altro benefico – e al di sotto del naso nero due singoli baffoni come quelli di un gran pesce, che corrono fino ai fianchi magri. Si … Continua a leggere »

Lo scorrere delle parole (riflessione sull’interruzione del festival letterario padovano)

Come il sangue che circola nelle nostre vene la letteratura è un fluido in movimento più che una collezione di oggetti verbali immobili, inerti, indipendenti. Anche il libro nato nel più intenso isolamento non soltanto porta in sé la traccia di innumerevoli altri libri ma una volta concluso non è concluso: perché si rivolge ai … Continua a leggere »

Seconda lettera di un vicentino a un pietroburghese (su una certa idea d’Italia)

Carissimo Boris, avrei dovuto anticiparti che l’Italia può essere un luogo terribile, e non perché deluda ma perché può a volte soddisfare i propri desideri anche troppo esattamente – sebbene ognuno di noi sappia che certi desideri non bisognerebbe mai cercare di esaudirli. Era settembre eppure siamo arrivati a Sirmione con un sole di maggio … Continua a leggere »