Cos’è la letteratura? Primi appunti per un nuovo lessico

La letteratura non sta scomparendo, non ancora. Ciò che sta smettendo di funzionare è il sistema socio-culturale che la trasmette: editori, insegnanti, ricercatori, giornalisti faticano sempre di più a farsi mediatori efficaci. Perché? Una delle ragioni è che è venuto loro a mancare un linguaggio convincente che spieghi le caratteristiche e lo scopo della scrittura … Continua a leggere »

L’esaurimento dell’università umanistica e il futuro della mediazione letteraria

Si pensa di saperlo: che sia stata la marea montante della cultura di massa ad aver spento la tradizione letteraria e filosofica europea o quantomeno ad averne reso la luce non troppo brillante. Sia il prorompente viluppo di mass media e media digitali o il martellamento pubblicitario di un’economia di mercato all’ennesima potenza, sia il … Continua a leggere »

Lo scorrere delle parole (riflessione sull’interruzione del festival letterario padovano)

Come il sangue che circola nelle nostre vene la letteratura è un fluido in movimento più che una collezione di oggetti verbali immobili, inerti, indipendenti. Anche il libro nato nel più intenso isolamento non soltanto porta in sé la traccia di innumerevoli altri libri ma una volta concluso non è concluso: perché si rivolge ai … Continua a leggere »

Ondjaki o la fanciullezza irrinunciabile

(postfazione a Ondjaki, NonnaDiciannove e il segreto del sovietico, Il Sirente 2015) Il destino delle illusioni è la loro dissoluzione. Così accade a tanti degli aspetti del mondo sentimentale dell’infanzia: come quello di desiderare fortissimamente trovando tuttavia appagamento anche in compiti minuscoli, o la certezza di poter raggiungere in qualche modo i propri scopi, o … Continua a leggere »

Psicologia dello scrittore (1): la noia (creativa)

Mi capita abbastanza spesso di leggere sul sito della BBC brevi descrizioni di recenti scoperte scientifiche. Clicco sui titoli con curiosità e riverenza poi leggo: gruppo di psicologi della tal famosissima università americana dopo lungo studio multimilionario rivela che chi ha più amici è più felice (ma pensa); équipe di professori pluridecorati afferma che la … Continua a leggere »

Ma perché si scrive? Breve apologo semiserio

Si vorrebbe schivarla come una domanda naïve o troppo generica, indiscreta o vagamente scortese: perché scrivete, cioè scriviamo? E invece che pungolo! Ci spinge indietro fino alle memorie più lontane, nitide od offuscate che siano, e da queste nei meandri e ripieghi della tradizione letteraria e filosofica, e quando siamo arrivati all’uomo di Neanderthal ancora … Continua a leggere »

Lo stile al tempo dei blog

Recensioni, articoli, libri, scritti in un’ora un giorno un mese o anche un anno, ma mi raccomando non un minuto di più. Che gioioso abbandono c’è in questa corsa a perdifiato: una moltitudine di autori e critici lascia dietro a sé una lunga coda d’inchiostro su cui i ritardatari si affollano magari inciampandoci e imbrattandosi … Continua a leggere »

Valore letterario o valore economico? Alcune ragioni per un ritorno alla critica

La critica? Ma a che serve oggi? Non basta sfogliare in fretta un libro, leggerne poche pagine, quindi entrare nel sito di Amazon e scrivere una recensione di qualche frase cliccando sulla stellina prescelta, esercitando così il nostro diritto ad esprimerci anche in materia letteraria? Non è giusto che ognuno di noi, a prescindere dalla … Continua a leggere »