Ondjaki o la fanciullezza irrinunciabile

(postfazione a Ondjaki, NonnaDiciannove e il segreto del sovietico, Il Sirente 2015) Il destino delle illusioni è la loro dissoluzione. Così accade a tanti degli aspetti del mondo sentimentale dell’infanzia: come quello di desiderare fortissimamente trovando tuttavia appagamento anche in compiti minuscoli, o la certezza di poter raggiungere in qualche modo i propri scopi, o … Continua a leggere »

Psicologia dello scrittore (1): la noia (creativa)

Mi capita abbastanza spesso di leggere sul sito della BBC brevi descrizioni di recenti scoperte scientifiche. Clicco sui titoli con curiosità e riverenza poi leggo: gruppo di psicologi della tal famosissima università americana dopo lungo studio multimilionario rivela che chi ha più amici è più felice (ma pensa); équipe di professori pluridecorati afferma che la … Continua a leggere »

Internet e la mente

L’evoluzione è una madre insieme parsimoniosa e scialacquatrice: l’ha illustrato Stanisław Lem in quel capolavoro ancora ignoto in Italia che è Summa technologiæ, suggerendo come la mente umana, ad esempio, sia una creazione fondamentalmente in eccesso rispetto ai propri compiti. Allo stesso tempo essa non è tanto il risultato di un progetto coerente quanto del … Continua a leggere »

Seconda lettera di un vicentino a un pietroburghese (su una certa idea d’Italia)

Carissimo Boris, avrei dovuto anticiparti che l’Italia può essere un luogo terribile, e non perché deluda ma perché può a volte soddisfare i propri desideri anche troppo esattamente – sebbene ognuno di noi sappia che certi desideri non bisognerebbe mai cercare di esaudirli. Era settembre eppure siamo arrivati a Sirmione con un sole di maggio … Continua a leggere »

Plutarco alle Hawai’i

Mare terra cielo albero fiore roccia sabbia sole vento: fa nove parole, ma mi bastano per descrivere quello che mi sta di fronte per una distanza di decine di chilometri in ogni direzione. Davanti alla semplicità di questa costa delle Hawai’i provo una curiosa sensazione di impudicizia mista a inquietudine, che mi fa tornare a … Continua a leggere »

Ma perché si scrive? Breve apologo semiserio

Si vorrebbe schivarla come una domanda naïve o troppo generica, indiscreta o vagamente scortese: perché scrivete, cioè scriviamo? E invece che pungolo! Ci spinge indietro fino alle memorie più lontane, nitide od offuscate che siano, e da queste nei meandri e ripieghi della tradizione letteraria e filosofica, e quando siamo arrivati all’uomo di Neanderthal ancora … Continua a leggere »

Lo stile al tempo dei blog

Recensioni, articoli, libri, scritti in un’ora un giorno un mese o anche un anno, ma mi raccomando non un minuto di più. Che gioioso abbandono c’è in questa corsa a perdifiato: una moltitudine di autori e critici lascia dietro a sé una lunga coda d’inchiostro su cui i ritardatari si affollano magari inciampandoci e imbrattandosi … Continua a leggere »

Valore letterario o valore economico? Alcune ragioni per un ritorno alla critica

La critica? Ma a che serve oggi? Non basta sfogliare in fretta un libro, leggerne poche pagine, quindi entrare nel sito di Amazon e scrivere una recensione di qualche frase cliccando sulla stellina prescelta, esercitando così il nostro diritto ad esprimerci anche in materia letteraria? Non è giusto che ognuno di noi, a prescindere dalla … Continua a leggere »